Nel pieno centro del paese, sorge la nobile villa Cornaro progettata da Andrea Palladio per l’omonima famiglia veneziana intorno al 1553. Ancora incompleto nel 1582, l’edificio fu arricchito nel 1596 del loggiato superiore, e solo un disegno del 1613 lo rappresenta nel suo assetto definitivo. Questo stratificarsi di fasi costruttive spiega forse la mancanza in questa architettura palladiana di un armonioso raccordo tra le parti. Sorta come residenza di campagna, è caratterizzata da due piani nobili sovrapposti, elemento questo dei palazzi di città. Il prospetto principale, fiancheggiato da altre abitazioni, fa quasi parte della strada su cui si affaccia, come succederà nelle ville del Settecento, contraddicendo la tipica “autonomia principesca” delle ville palladiane. Il corpo centrale è costituito da un compatto blocco cubico, fiancheggiato da corpi rettangolari con finestre che sporgono dal corpo principale con due piccole ali solo sulla facciata anteriore. Un pronao esastilo a doppio ordine di colonne ioniche e corinzie si trova sui prospetti principali speculari. Una scala a quattro rampe di tre gradoni ciascuna conduce all’ingresso. La trabeazione di ordine ionico, circonda tutto l’edificio. L’interno si sviluppa su due piani attorno ad una sala centrale quadrata che attraversa l’edificio e conduce ai vari ambienti, arricchiti da un ciclo di affreschi del 1700 di Mattia Bortoloni; sculture di Camillo Mariani decorano il salone di ricevimento al primo piano, con statue a grandezza naturale dei membri della famiglia Cornaro. Di interesse anche il Parco con peschiera che circonda la villa e il ponte ad archi in cotto sullo specchio d’acqua. Villa Cornaro costituì uno dei modelli più imitati del “palladianesimo” inglese e americano del XVIII secolo.





