Poco discosto da Casacorba, la frazione di Cavasagra nel Comune di Vedelago offre villa Corner della Regina, fatta costruire dai nobili veneziani Corner. Venne restaurata nel 1717 dall’architetto Giorgio Massari ma subì un radicale ampliamento nel 1770 ad opera di Giovanni Miazzi e, successivamente, di Francesco Maria Preti. Il sontuoso edificio a tre piani presenta, in facciata, un maestoso portico in stile palladiano, retto da quattro colonne giganti di ordine dorico, al quale si accede tramite un’ampia scalinata. Il piano nobile è scandito da finestre centinate, perfettamente simmetriche alle aperture quadrate del piano superiore. Ai lati della villa due semplici serre fanno da giunzione tra il corpo centrale ed una barchessa ad arcate(il progetto del Preti prevedeva la realizzazione di due barchesse simmetriche ma di quella di sinistra non è rimasta traccia). Davanti alla villa è ancora presente lo stradone alberato che generalmente si dipartiva dalle ville venete maggiori in quattro direzioni. A Fanzolo, altra frazione del Comune di Vedelago, si può ammirare uno dei monumenti architettonici più notevoli dell’intero territorio, villaEmo. La villa fu progettata da Andrea Palladio che, nel 1560, fu incaricato dal nobile Leonardo Emo di progettare una residenza di campagna. Il Palladio realizzò un grandioso complesso, sviluppato orizzontalmente e formato dalla villa padronale, a forma di parallelepipedo, e da due barchesse laterali composte da undici arcate su pilastri e terminanti in due colombaie a forma di bassi torrioni, suggestivo richiamo alle affascinanti torri medioevali. Dal punto di vista architettonico, villa Emo richiama lo schieramento di porticati e la perfetta fusione tra corpo dominicale e parte rustica tipici di villa Barbaro a Maser. La villa padronale è caratterizzata al piano terreno da uno zoccolo con piccole finestre quadre e da una rampa, interrotta a metà percorso, che conduce ad un pronao formato da quattro colonne di ordine tuscanico con un ampio intercolumnio. Il timpano, posto a coronamento del pronao, è ingentilito da altorilievi attribuiti ad Alessandro Vittoria che riproducono lo stemma della famiglia Emo, retto da due Vittorie alate. In questo elegante complesso coesistono con mirabile armonia i più alti motivi ispiratori dell’architettura in villa cinquecentesca, ossia la contrapposizione tra l’aristocratica sobrietà della residenza padronale e la dignità senza eccessi delle barchesse e degli annessi rustici.





