Il territorio

mappa territorio

Area di produzione IGP

Un rigoroso disciplinare di produzione garantisce le eccezionali caratteristiche di questo asparago coltivato unicamente nel territorio delle province di Treviso, Padova e Venezia, in particolare nei comuni di:

Alla scoperta del territorio di produzione dell’Asparago di Badoere I.G.P.

Il territorio dove viene prodotto l’asparago di Badoere I.G.P. è un succedersi di preziose aree umide, oasi naturalistiche, dimore medioevali, mulini cinquecenteschi, ville venete, incantevoli scorci che si presentano al turista uniti all’ospitalità e alla bontà dei prodotti della terra, primi fra tutti l’Asparago di Badoere e il Radicchio rosso di Treviso.

Il percorso abbraccia tre Province: Treviso, Padova e Venezia e segue il tracciato del fiume Sile, idealmente dalle sue sorgenti (al confine tra le Province di Padova e Treviso) fino alla città di Treviso e oltre. Si tratta di un’area dalla forte valenza ambientale e storico-culturale, il cui elemento centrale può essere identificato con l’acqua. Tutta l’area è legata ad un’antica tradizione rurale, con i tanti borghi che hanno saputo conservare non solo un’agricoltura di alto livello, ma anche preziose testimonianze artistiche e naturalistiche.

“Un territorio da assaggiare” tra acque arte e natura.

Treviso

Treviso

La città è ricca di monumenti e di opere d’arte, e l’offerta di itinerari turistici urbani è ampia ed articolata. Rinviando i più curiosi alle numerose guide della città, non possiamo non ricordare la Piazza dei Signori e il Palazzo dei Trecento, la Loggia dei Cavalieri, il Duomo, le Chiese di San Nicolò con lo splendido capitolo dei Domenicani affrescato da Tomaso da Modena, Santa Caterina, San Francesco, la chiesetta di Santa Lucia, Santa Maria Maggiore, il Museo Bailo, le interessanti mura cinquecentesche e le moltissime dimore affrescate che si affacciano sulle principali strade cittadine. Ma il carattere vero della città si coglie nelle strette e tranquille viuzze che si alternano alla fitta rete di canali del fiume Sile, creando suggestivi scorci. Su queste vie di terra e d’acqua si affacciano numerosi portici o sporgenze a “barbacane” di antiche case, spesso affrescate all’esterno con infinite trame multicolori.

Quinto di Treviso

Quinto di Treviso

Posta a ovest di Treviso il paese raccoglie alcuni interessanti complessi molitori (mulini Grendene, Bordignon, Favaro e Rachello). Nel centro di Quinto vi è pure villa Ciardi, dimora dei pittori Guglielmo e Beppe Ciardi.

MORGANO

Morgano

PIOMBINO DESE

Piombino Dese

Nel pieno centro del paese, sorge la nobile villa Cornaro progettata da Andrea Palladio per l’omonima famiglia veneziana intorno al 1553. Ancora incompleto nel 1582, l’edificio fu arricchito nel 1596 del loggiato superiore, e solo un disegno del 1613 lo rappresenta nel suo assetto definitivo. Questo stratificarsi di fasi costruttive spiega forse la mancanza in questa architettura palladiana di un armonioso raccordo tra le parti. Sorta come residenza di campagna, è caratterizzata da due piani nobili sovrapposti, elemento questo dei palazzi di città. Il prospetto principale, fiancheggiato da altre abitazioni, fa quasi parte della strada su cui si affaccia, come succederà nelle ville del Settecento, contraddicendo la tipica “autonomia principesca” delle ville palladiane. Il corpo centrale è costituito da un compatto blocco cubico, fiancheggiato da corpi rettangolari con finestre che sporgono dal corpo principale con due piccole ali solo sulla facciata anteriore. Un pronao esastilo a doppio ordine di colonne ioniche e corinzie si trova sui prospetti principali speculari. Una scala a quattro rampe di tre gradoni ciascuna conduce all’ingresso. La trabeazione di ordine ionico, circonda tutto l’edificio. L’interno si sviluppa su due piani attorno ad una sala centrale quadrata che attraversa l’edificio e conduce ai vari ambienti, arricchiti da un ciclo di affreschi del 1700 di Mattia Bortoloni; sculture di Camillo Mariani decorano il salone di ricevimento al primo piano, con statue a grandezza naturale dei membri della famiglia Cornaro. Di interesse anche il Parco con peschiera che circonda la villa e il ponte ad archi in cotto sullo specchio d’acqua. Villa Cornaro costituì uno dei modelli più imitati del “palladianesimo” inglese e americano del XVIII secolo.

Vedelago

Vedelago

Poco discosto da Casacorba, la frazione di Cavasagra nel Comune di Vedelago offre villa Corner della Regina, fatta costruire dai nobili veneziani Corner. Venne restaurata nel 1717 dall’architetto Giorgio Massari ma subì un radicale ampliamento nel 1770 ad opera di Giovanni Miazzi e, successivamente, di Francesco Maria Preti. Il sontuoso edificio a tre piani presenta, in facciata, un maestoso portico in stile palladiano, retto da quattro colonne giganti di ordine dorico, al quale si accede tramite un’ampia scalinata. Il piano nobile è scandito da finestre centinate, perfettamente simmetriche alle aperture quadrate del piano superiore. Ai lati della villa due semplici serre fanno da giunzione tra il corpo centrale ed una barchessa ad arcate(il progetto del Preti prevedeva la realizzazione di due barchesse simmetriche ma di quella di sinistra non è rimasta traccia). Davanti alla villa è ancora presente lo stradone alberato che generalmente si dipartiva dalle ville venete maggiori in quattro direzioni. A Fanzolo, altra frazione del Comune di Vedelago, si può ammirare uno dei monumenti architettonici più notevoli dell’intero territorio, villaEmo. La villa fu progettata da Andrea Palladio che, nel 1560, fu incaricato dal nobile Leonardo Emo di progettare una residenza di campagna. Il Palladio realizzò un grandioso complesso, sviluppato orizzontalmente e formato dalla villa padronale, a forma di parallelepipedo, e da due barchesse laterali composte da undici arcate su pilastri e terminanti in due colombaie a forma di bassi torrioni, suggestivo richiamo alle affascinanti torri medioevali. Dal punto di vista architettonico, villa Emo richiama lo schieramento di porticati e la perfetta fusione tra corpo dominicale e parte rustica tipici di villa Barbaro a Maser. La villa padronale è caratterizzata al piano terreno da uno zoccolo con piccole finestre quadre e da una rampa, interrotta a metà percorso, che conduce ad un pronao formato da quattro colonne di ordine tuscanico con un ampio intercolumnio. Il timpano, posto a coronamento del pronao, è ingentilito da altorilievi attribuiti ad Alessandro Vittoria che riproducono lo stemma della famiglia Emo, retto da due Vittorie alate. In questo elegante complesso coesistono con mirabile armonia i più alti motivi ispiratori dell’architettura in villa cinquecentesca, ossia la contrapposizione tra l’aristocratica sobrietà della residenza padronale e la dignità senza eccessi delle barchesse e degli annessi rustici.

Scorzè

Scorzè

Addentrandosi in Provincia di Venezia, nel paese di Scorzè si può ammirare villa Soranzo-Conestabile. Non é nota la data certa della sua costruzione, ma, molto probabilmente, si può far risalire alla fine del Cinquecento l’edificazione del suo nucleo centrale da parte della famiglia Soranzo. Alla fine dell’800 la contessa Alba Mocenigo Soranzo sposó il Conte Antonio Conestabile della Staffa e da quel momento la villa assunse questa denominazione. Nella seconda metá del ‘700 la villa venne ampliata con progetto dell’Architetto Andrea Zorzi che, abbandonando lo stile primario della villa cinquecentesca, si ispirò alle forme semplici ed eleganti neoclassiche. Il corpo centrale, interamente cinquecentesco, conserva affreschi della scuola del Veronese. La facciata della villa mostra una costruzione settecentesca a due piani con armonioso frontale alla sommità del quale vi é un timpano sormontato da tre statue raffiguranti la Lungimiranza, la Potenza e l’Abbondanza. La villa é contornata da un parco all’inglese opera dell’Architetto veneziano Giuseppe Japelli che si estende per circa due ettari e mezzo. Un recente censimento delle piante ha rilevato che il patrimonio arboreo del parco é costituito da circa millequattrocento esemplari con la presenza di secolari magnolie, tigli, platani, ippocastani e querce. Dal 1965 la villa ed il parco, divenuti di proprietà della famiglia Martinelli, costituiscono un’elegante struttura alberghiera.

Zero Branco

Zero Branco

Il suo centro è impreziosito dal Palazzo degli Offi ora Sagramora. La costruzione, particolarmente intatta e ben conservata, è una bella testimonianza dello stile gotico trecentesco, ravvisabile nelle cinque arcate ogivali del piano terra, che si aprono sul retrostante porticato. La facciata conserva tuttora traccia delle originali decorazioni. Nel corso dei secoli l’edificio ospitò una confraternita religiosa e fu adibito ad ospizio per i pellegrini. Sempre nei pressi di Zero Branco si trova villa Guidini, composta da una villa veneta del sec. XVII edificata su commissione della famiglia dei Dente, e da un ampio parco ricco di piante secolari e rare. Nella villa vi è la sede operativa della Strada del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco e del Consorzio tutela Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco.

 

Preganziol

Preganziol

Il centro, attraversato dal Terraglio, è impreziosito, a Nord e Sud, da numerose ville venete, molte delle quali, purtroppo non aperte al pubblico. Villa Albrizzi – Franchetti, Villa Colombina, Villa Marcello del Majno, Villa Tasso, Villa Franchi (già Spandri), Villa Marchesi. Merita un cenno la storia del Terraglio, attuale tronco della S.S. n. 13 Pontebbana che unisce Mestre con Treviso. Definito come Terraleum in alcuni statuti trevigiani del XIII secolo, fu l’ottimo risultato di un progetto fallimentare. L’ambizioso progetto di unire Treviso alla laguna veneta mediante un canale per la comunicazione fluviale non fu portato a termine, ma in compenso la terra di riporto rimossa durante gli scavi costituì un terrapieno sopraelevato che venne con il tempo sistemato ed utilizzato come comoda via di terra.

Mogliano Veneto

Mogliano Veneto

Casale sul Sile

Casale sul Sile

Casier

Casier

Istrana

Istrana

Paese

Paese

Resana

Resana

Trebaseleghe

Trebaseleghe






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